Le lingue più facili da imparare per chi parla italiano: classifica completa
Oltre 65 milioni di persone parlano italiano come lingua madre, eppure non appena un italofono cerca di imparare una nuova lingua, spesso si scontra con difficoltà inaspettate. La buona notizia? Alcune lingue condividono così tanto con l'italiano — struttura, vocabolario, ritmo — che i linguisti le considerano genuinamente accessibili per noi. Sapere quali sono, e perché, può farti risparmiare anni di studio sprecato.
QUICK ANSWER
Le lingue più facili da imparare per chi parla italiano sono le lingue di Categoria I FSI: spagnolo, francese, portoghese, rumeno, catalano — e, con qualche ora in più, inglese, olandese e svedese. Richiedono circa 600–750 ore per raggiungere una competenza di livello B2. Prima di iniziare, verifica il tuo attuale livello di inglese con il test gratuito International English Test.
Cosa si intende per "difficoltà linguistica" e come si misura?
La difficoltà di una lingua è il tempo stimato che un parlante nativo — in questo caso di italiano — impiega per raggiungere una competenza professionale (grossomodo B2–C1 sulla scala CEFR) in una lingua straniera.
Il riferimento più autorevole è il Foreign Service Institute (FSI), l'agenzia del governo statunitense che forma i diplomatici. L'FSI raccoglie dati su migliaia di adulti in aula e suddivide le lingue in quattro categorie FSI:
| Categoria FSI | Difficoltà | Ore stimate | Esempi di lingue |
|---|---|---|---|
| I | Più facile | 600–750 ore | Spagnolo, francese, portoghese, rumeno |
| II | Moderata | 900 ore | Tedesco, malese, swahili |
| III | Difficile | 1.100 ore | Russo, hindi, thai |
| IV | Più difficile | 2.200 ore | Arabo, mandarino, giapponese, coreano |
Tre fattori determinano il punteggio di difficoltà: somiglianza grammaticale con la propria lingua madre, vocabolario condiviso (parole cognate) e alfabeto/fonologia (se il sistema di scrittura e i suoni sono familiari).
Perché l'italiano è un punto di partenza privilegiato
L'italiano è una lingua romanza derivata direttamente dal latino volgare, il che ti mette in una posizione di vantaggio enorme rispetto, per esempio, a chi parla mandarino o arabo.
- Circa il 60–70% del vocabolario delle altre lingue romanze è riconoscibile a un italofono.
- La struttura grammaticale di base — genere, numero, coniugazione verbale — è condivisa con spagnolo, francese, portoghese e rumeno.
- Anche l'inglese ha mutuato oltre il 55% del suo vocabolario dal latino e dal francese normanno, il che significa che un italofono riconosce migliaia di parole inglesi fin dal primo giorno.
Questo patrimonio linguistico è la tua arma segreta. Capire da dove parti è il punto di partenza per scegliere bene la prossima lingua da studiare.
Le 15 lingue più facili da imparare per chi parla italiano
Ecco la nostra classifica, organizzata per categoria FSI. Le ore indicate si riferiscono al raggiungimento di una competenza B2 in un percorso di studio strutturato per adulti.
Categoria FSI I: i progressi più rapidi (~600–750 ore per il B2)
Queste dieci lingue condividono con l'italiano la maggiore sovrapposizione grammaticale, lessicale o entrambe.
1. Spagnolo — La lingua romanza più studiata al mondo, con oltre 500 milioni di madrelingua. La pronuncia è coerente, la grammatica è quasi identica a quella italiana e il vocabolario è sovrapponibile per oltre il 80%. Un italofono che studia spagnolo fa progressi sorprendentemente veloci già nelle prime settimane.
2. Portoghese — Estremamente vicino allo spagnolo e all'italiano. Il Brasile da solo conta 215 milioni di parlanti. Se hai già un B1 in spagnolo, il portoghese si accelera in modo drastico. La pronuncia europea è più complessa di quella brasiliana, ma la grammatica è familiare.
3. Francese — Enorme sovrapposizione di vocabolario con l'italiano attraverso le radici latine. La pronuncia è più ostica rispetto allo spagnolo, ma il vantaggio per il lessico accademico e professionale è decisivo. Parlato in 29 Paesi, è una lingua fondamentale nel mercato del lavoro europeo e svizzero.
4. Rumeno — Spesso sottovalutato, è la lingua romanza più fedele al latino classico. La grammatica è leggermente più complessa di quella spagnola, ma il vocabolario è immediatamente riconoscibile per un italofono. Parlato da oltre 24 milioni di persone nell'Europa orientale.
5. Catalano — Lingua romanza parlata in Catalogna, nelle Isole Baleari e in parti della Sardegna storica. Grammatica molto simile all'italiano e vocabolario a metà strada tra italiano e spagnolo. Utile se lavori o viaggi nella regione iberica.
6. Inglese — Tecnicamente nella Categoria I per gli italofoni, nonostante la reputazione di lingua difficile. Il motivo? Circa il 55% del vocabolario inglese deriva dal latino e dal francese normanno: parole come nation, culture, education, communication sono quasi identiche all'italiano. La grammatica è più semplice (niente generi, niente declinazioni). È la lingua più richiesta nel mercato del lavoro italiano, svizzero e internazionale.
7. Norvegese — Grammatica semplice, ordine delle parole flessibile e un vocabolario germanico che, sorprendentemente, include molti prestiti latini riconoscibili. Un ottimo trampolino verso le altre lingue scandinave.
8. Svedese — Simile al norvegese nella struttura. Un parlante di svedese a livello B2 riesce a capire abbastanza facilmente il norvegese e il danese scritto: tre lingue al prezzo di una.
9. Danese — Grammaticalmente accessibile, anche se la pronuncia è notoriamente insidiosa. Resta Categoria I grazie alla sovrapposizione di vocabolario e struttura con le altre lingue germaniche.
10. Afrikaans — Derivato dall'olandese del XVII secolo, non ha coniugazioni verbali, non ha genere grammaticale e contiene molti prestiti inglesi e latini. È probabilmente la lingua germanica più facile per chi parte dall'italiano, grazie alla sua grammatica ridotta all'essenziale.
Categoria FSI II: raggiungibile, ma più lentamente (~900 ore per il B2)
11. Tedesco — Un cugino germanico con parole più lunghe e tre generi grammaticali. Il sistema dei casi aggiunge complessità reale, ma il vocabolario condiviso con l'inglese (e alcune radici latine riconoscibili) aiuta. Fondamentale per chi lavora con aziende tedesche, austriache o nella Svizzera tedescofona.
12. Swahili — Lingua bantu dell'Africa orientale, parlata da oltre 200 milioni di persone come prima o seconda lingua. Non ha genere grammaticale, usa l'alfabeto latino e ha una struttura logica e regolare. Utile per chi lavora nel commercio internazionale con l'Africa subsahariana.
13. Malese/Indonesiano — Niente tempi verbali, niente coniugazioni, niente toni, alfabeto latino. Lingua ufficiale di quattro Paesi con economie in forte crescita. L'FSI la colloca in Categoria II, ma molti studenti riferiscono progressi più rapidi del previsto.
14. Creolo haitiano — Derivato principalmente dal francese, con grammatica semplificata e nessuna coniugazione verbale. Se hai già qualche base di francese, il creolo haitiano si acquisisce molto più in fretta.
15. Esperanto — La lingua costruita internazionale è stata progettata per essere facile. Grammatica completamente regolare, sistema logico di formazione delle parole e una comunità di parlanti globale. Le ricerche suggeriscono che imparare l'esperanto prima accelera l'acquisizione delle lingue successive.
I fattori chiave che rendono una lingua più facile
Capire cosa rende una lingua accessibile ti aiuta a scegliere in modo strategico:
- Parole cognate (vocabolario condiviso): Lo spagnolo condivide con l'italiano oltre 4.000 cognati diretti. Il francese ne condivide oltre 3.000. Più cognati ci sono, più velocemente si sviluppano la comprensione alla lettura e all'ascolto.
- Coerenza fonetica: Spagnolo, italiano, portoghese brasiliano e indonesiano si pronunciano essenzialmente come si scrivono. Inglese, francese e danese no — il che rallenta i principianti.
- Complessità grammaticale: Le lingue senza genere grammaticale (afrikaans, indonesiano, swahili) eliminano uno dei principali ostacoli. Quelle senza coniugazioni irregolari (afrikaans, malese) ne eliminano un altro.
- Alfabeto familiare: Tutte le lingue di Categoria I e II sopra elencate usano l'alfabeto latino, eliminando le 100–200 ore extra necessarie per il cirillico, l'arabo o gli ideogrammi CJK.
Per una visione più ampia su come le lingue si mappano su framework di competenza strutturati, la nostra guida ai livelli di competenza linguistica spiega come il CEFR si allinea alle tappe di competenza reale.
Tempo realistico per raggiungere il B2: una stima onesta
Le ore FSI si basano su istruzione in aula a tempo pieno (8 ore al giorno con insegnanti qualificati). Per chi studia da autodidatta 1–2 ore al giorno, applica un moltiplicatore realistico:
| Lingua | Ore FSI | Ore/giorno | Mesi per il B2 |
|---|---|---|---|
| Spagnolo | 630 | 1 ora | ~21 mesi |
| Francese | 750 | 1 ora | ~25 mesi |
| Inglese | 600 | 1 ora | ~20 mesi |
| Portoghese | 630 | 1 ora | ~21 mesi |
| Tedesco | 900 | 1 ora | ~30 mesi |
| Norvegese | 575 | 1 ora | ~19 mesi |
Queste sono medie. Chi ha già una certa esposizione a una lingua correlata, o si immerge in contenuti media e conversazione, di solito progredisce del 20–30% più in fretta.
Casi pratici: scegliere la lingua giusta per i tuoi obiettivi
La lingua più facile è utile solo se serve ai tuoi obiettivi reali. Considera questi scenari:
- Carriera in Europa o America Latina: spagnolo o francese — massimo numero di parlanti, massima rilevanza nel mercato del lavoro europeo e internazionale.
- Lavoro in Svizzera tedescofona o in Germania/Austria: tedesco — indispensabile per chi vuole accedere al mercato del lavoro nella Svizzera tedescofona, in Germania o in Austria.
- Commercio e logistica nel Sudest asiatico: malese/indonesiano — 270 milioni di parlanti, economie in rapida crescita.
- Pubblicazione accademica e ricerca: inglese, tedesco o francese — storicamente dominanti nella letteratura scientifica e filosofica.
- Viaggi in più Paesi con un solo investimento di studio: spagnolo (Spagna, Messico, 18 altri Paesi) o francese (Europa, Africa, Canada).
Se stai imparando una nuova lingua anche per rafforzare il tuo inglese per una certificazione internazionale, vale la pena capire cosa significano davvero i livelli di competenza linguistica — lo stesso framework CEFR governa tutte le principali lingue europee.
Errori comuni da evitare nella scelta della lingua
- Scegliere in base al "suono" soltanto. Una lingua può sembrarti affascinante all'orecchio ma avere una grammatica complessa. L'afrikaans o il norvegese possono essere più rapidi da imparare nonostante sembrino meno "romantici".
- Ignorare le tue conoscenze pregresse. Se hai studiato francese alle medie o al liceo, il portoghese ti sembrerà molto più facile di quanto non appaia a un principiante assoluto.
- Sottovalutare l'alfabeto. Chi si avventura nel russo o nel greco per amore della cultura spesso si blocca sull'alfabeto prima ancora di arrivare alla grammatica.
- Trattare le ore FSI come un calendario personale. L'FSI studia professionisti adulti a tempo pieno. Chi studia saltuariamente deve usare quei numeri come confronti relativi, non come tabelle di marcia personali.
- Trascurare la pratica orale fin dall'inizio. Le lingue di Categoria I diventano facili anche perché i madrelingua di quelle lingue tendono a essere incoraggianti con i principianti. Sfrutta questo vantaggio fin dal primo mese.
Conclusione
Le lingue più facili da imparare per un italofono si concentrano nel gruppo Categoria I FSI — in particolare spagnolo, portoghese, francese, rumeno e, con un approccio mirato, anche inglese. Ognuna condivide con l'italiano un vocabolario significativo, usa l'alfabeto latino e ha una grammatica relativamente regolare rispetto alle lingue di Categoria III e IV. Raggiungere il B2 in una lingua di Categoria I richiede tipicamente 600–750 ore strutturate, ovvero circa 20–25 mesi di studio quotidiano di un'ora.
I punti chiave da ricordare:
- Le lingue di Categoria I FSI offrono la via più rapida al B2; spagnolo e francese sono le scelte migliori per la maggior parte degli italofoni.
- La somiglianza grammaticale e le parole cognate contano più della familiarità culturale nel prevedere la velocità di apprendimento.
- Il tuo livello di italiano è la base di partenza — una conoscenza solida del vocabolario italiano accelera direttamente il riconoscimento dei cognati romanzi in altre lingue.
- Gli obiettivi concreti guidano la scelta: lavoro, viaggi e contesto geografico contano quanto la difficoltà oggettiva.
- La pratica quotidiana costante batte lo studio intensivo a blocchi — le ore FSI funzionano meglio distribuite su mesi, non compresse in settimane.
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Domande frequenti
Team editoriale dell'International English Test
Membro associato dell'ALTE · Valutazione di inglese del Regno Unito · Dal 2023
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